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Deeper, debutto discografico del cantautore lombardo Alberto De Gara, è un’opera intimista, essenziale nelle sue architetture musicali, sorprendentemente lineare, che apparentemente sembra rifuggire le influenze moderniste per restare saldamente agganciata alla tradizione popolare di matrice anglosassone.
Tuttavia, più che rispolverare elementi classici senza alterarne la sostanza, De Gara cerca di ritrovare, attraverso i suoni, legami insospettabili con altre esperienze musicali, che seppur diverse, sono accomunate dallo stesso spirito di fondo.

Come lui stesso afferma “Deeper è un disco sull’amore”, in primis l’amore per il canto e per la musica che in questi lunghi anni “on the road” lo hanno condotto a cimentarsi nelle multiformi sfumature della “popular music”.
Conciso nella scrittura e ancor più negli equipaggiamenti tecnici di supporto, De Gara ha di fatto trovato un equilibrio in composizioni intense e ariose che, se pur ascrivibili alla storia musicale folk/blues, conservano una sostanziale originalità. A ciò contribuisce il supporto di una strumentazione ambiziosa nella sua varietà, dove la chitarra cede il passo a pianoforte, fiati, archi, legni. Un suono perfettamente bilanciato, dove ogni strumento gode di grande profondità e colore.
L’opera evita qualsiasi sovrabbondanza musicale e gli arrangiamenti, mai invadenti o prevaricanti sulla struttura complessiva, si propongono come “stravaganti” divagazioni che completano le canzoni, guidando l’ascoltatore alla scoperta dei poliedrici brani che compongono l’album.
Le melodie si intrecciano ai racconti, alimentandosi vicendevolmente in pathos e trasporto, e mantengono il giusto tono per far sedimentare nella mente e nel cuore questi piccoli gioielli.
Ma è nei passaggi minimali e più crepuscolari che il cantautore esprime al meglio il suo talento, dove la voce emerge su una base di solo piano o chitarra, mentre archi e legni creano l’habitat naturale per lo sviluppo formale della sua narrazione.
Brani in punta di piedi, interamente acustici, permeati da un senso di gentilezza e serenità, composizioni circolari che sembrano formare un unico flusso di coscienza.

Attraverso il suo rigore formale, la sua compattezza e la sua grazia semplice ma suggestiva, “Deeper” rivela un autore convinto di aver compreso quale sia la giusta strada e proteso a scavare sino al cuore delle cose per trovarne l'essenza.